Le foto esterne e i comunicati presenti in questo sito sono di Maria Pia Pezzali, le foto subacquee di Roberto Rinaldi

 

 

Comunicato 12 Luglio 2000

 

12 luglio 2000 una data apparentemente come tante ma non per il Team che proprio oggi ha dato il via ad una delle più interessanti esplorazioni nelle acque del Mare Nostrum: la documentazione e l’esplorazione del relitto del Viminale. Recentemente scoperto da Rocco Tedesco e Beppe Dato, la nave è una delle più grandi mai trovate in Mediterraneo è lunga più di 140 metri ed è adagiata su un fondale di oltre100 metri davanti alle coste di Palmi. La nave è praticamente intatta ed in perfetto assetto di navigazione. Il Team, composto da 14 subacquei esperti, ha effettuato oggi le prime due immersioni della spedizione per il posizionamento di cime e pedagni sulla nave e la realizzazione delle prime immagini fotografiche. Il forte Maestrale che ha iniziato a soffiare sin dalla tarda mattinata ha reso più difficoltosa questa prima fase dell’esplorazione, portata comunque a fine con enorme soddisfazione. Il relitto, misterioso in tutta la sua mole, ha acceso gli animi dei componenti del gruppo rivelando particolari importanti per determinare la sua identità e ricostruire gli ultimi momenti della sua storia. Le immersioni sono effettuate in Trimix, appesantendo i subacquei di quasi un quintale di attrezzature. La profondità media delle immersioni è compresa tra i –90 ed i –110 metri. Il Team, indossa mute stagne appositamente disegnate dalla DiveSystem.



 

COMUNICATO 14 luglio 2000

La parola a: Roberto Rinaldi  –  VIMINALE 2000

Terzo giorno di spedizione, secondo di immersione. Dopo una giornata di arresto per una maestralata, stamane alle sette il mare era ancora una volta calmo. Siamo andati con Rocco e Peppe a dare un occhio ai pedagni. Avevano tenuto. Solo che la corrente oggi era davvero forte: un’idea? La tanica da 25 litri si trovava affondata sotto alla superficie. Corrente fortissima da sud a nord, dunque. Abbiamo pensato ad una corrente montante dallo Stretto, abbiamo dunque confidato nel fatto che avrebbe dovuto fermarsi al cambio di marea. Il primo gruppo alle 8.30 era composto da Aldo Ferrucci, Antonello Paone e Massimiliano Teofoli. Il lavoro principale da fare era quello di mettere in chiaro la cima del pedagno posizionato da Stefano giorni orsono. I tre hanno esplorato la cabina del carteggio. Purtroppo i pavimenti della plancia e degli alloggi dovevano essere di legno e oggi non esistono più, mettendo in comunicazione gli ambienti sovrapposti. La corrente purtroppo era rimasta violentissima fino a circa trenta metri di profondità, e si sentiva ancora sul ponte, tra 95 e 100 metri di profondità. La decompressione del gruppo è stata estremamente difficile per via della corrente. Stefano ha preferito non mollarsi per via del rischio di finire sulla rotta di qualche grosso mercantile di passaggio. Al ritorno del primo gruppo era pronto il secondo. Matteo Diana e Mauro Masciarelli avevano il compito di piazzare un pedagno verso poppa. La corrente anche per la nostra immersione non accennava ad una diminuzione significativa. La discesa di Mauro e Matteo, appesantiti da una bacinella con cento metri di cima e dieci metri di catena non è stata di certo delle più agevoli. Io ho approfittato della situazione e me la sono svignata per una passeggiata sul ponte di prua. Ho notato che il ponte di prua è più basso di quello di poppa: scende fino a 100 tondi. Mi sono avviato verso la plancia e sono salito lungo la parete verso l’alto. Un paio di aragoste camminavano in verticale sul metallo. Sono entrato nel corridoi della plancia attraverso un finestrone e da li nella plancia di comando. È un po’ stretto e ricco di ingombri. Ma credo valga ancora la pena cercare. Da li ho raggiunto gli altri verso poppa e siamo risaliti lungo la cima. Ancora infastiditi da una corrente fortissima.  Per entrambi i gruppi si sono fatti 20’ di tempi di fondo a 100 metri, per un run time di 125 minuti.



 

COMUNICATO 15 LUGLIO 2000
Forte vento e burrasca bloccano il team  a terra. (vedi foto)



 

COMUNICATO 16 luglio 2000

Il mare non da tregua neanche oggi. Dalle prime luci dell'alba le onde rintuonano sulla spiaggia e non hanno smesso per l'intera giornata.
Nuvoloni carichi di pioggia hanno minacciato di scaricarsi a terra da un momento all'altro. Il vento non ha smesso di soffiare un solo minuto e soltanto al tramonto le raffiche hanno calato la loromintensità. Calata, ma non scomparsa. Di tanto in tanto qualche raggio di sole squarcia il cielo alimentando le nostre speranze di beltempo, deluse anche per oggi. Anche gli impegni televisivi non mancano: per Sereno Variabile, per i documentari, per le televisioni. Un'intervista con il pescatore che all'epoca dell'affondamento fu testimone oculare. Al tramonto una partita di beachvolley è stata la valvola di sfogo per le tensioni della forzata inattività.Confidiamo nel domani sperando che le prime luci dell'alba
ci regalino il silenzio delle onde.

 


 

COMUNICATO 17 luglio 2000

Finalmente oggi il primo vero giorno di beltempo. Alle 6.30 di questa mattina il rumore delle onde che infrangono sulla spiaggia non c'era ed il vento forte ha ceduto il passo ad una decisamente più piacevole brezza. Inutile dire che l'attività ha preso subito la frenesia che tutti attendevano da giorni: carica i gruppi di bombole ssul gommone, controlla i piani, definisci l'esplorazione, organizza il secondo gruppo e via dicendo. Oggi sul Viminale siamo scesi per fare delle riprese video scivolando silenziosi tra le strutture della nave a caccia degli angoli più suggestivi. Tempo di fondo 20 minuti a cento metri.In superficie la corrente era quasi inesistente aumentando notevolmente d'intensità intorno ai 30-40 metri obbligandoci a tirarci a due mani lungo la cime. Ci abbandonerà soltanto una volta arrivati sulla prua del relitto. Da qui le riprese alla campana per scendere poi dentro la stiva visitando quelli che presumibilmente erano gli alloggi dell'equipaggio con bagni e docce. Siamo intorno ai cento metri di profondità. Le torce, puntate verso il fondo delle stive si perdevano nel buio senza rivelarne la fine. Tornati sul ponte siamo arrivati alla base delle sovrastrutture di prua per delle riprese alle maniche a vento. Risaliti verso la prima passeggiata, percorsa interamente, il tempo scaduto ci ha costretti alla risalita. Stessa corrente a mezz'acqua dai -40 ai -12 metri e poi quasi nulla durante le ultime tappe. Run time totale dell'immersione: 125 minuti. Poi è stata la volta del secondo gruppo uscito dall'immersione quando il tramonto iniziava a svelarsi dietro un cielo dalle tinte infuocate.

 


 

COMUNICATO 19 LUGLIO 2000

Giornata di beltempo e sole anche per oggi, fortunatamente. Un tuffo in mattinata sulla nostra nave ha permesso di scoprire altri particolari, tutti  come tante tessere di un colossale puzzle che prende lentamente forma. Ieri sera al centro di Palmi, Rocco e Peppe (sempre attivissimi) hanno organizzato una serata di presentazione del Viminale per tutta la cittadina. Un palco, un maxischermo, microfoni ed una piazza gremita di gente sono stati i pochi ingredienti di una bella serata. Come di rito, l'apertura della serata da parte delle Autorità di Palmi che hanno presto ceduto la parola a Roberto, per dare il via alle proiezioni. E non solo diapositive dei bellissimi fondali della Costa Viola, ma anche e soprattutto il video girato sul relitto. Le riprese dei ponti, delle passeggiate, delle strutture, dell'imponente prua e le sue ancore poi aragoste e migliaia di Anthias.Il silenzio della platea e gli applausi del finale sono stati la conferma di aver centrato l'animo degli spettatori. In fondo la soddisfazione di tutti noi, quella di aver fatto rivivere la storia di una nave dimenticata in fondo al mare da quasi sessant'anni. E domani..... bhè, inutile dirlo: tutti sul relittone!