Livello: Esperto

Profondità massima: -51mt

Durata: 50m

Non appena le scoscese pareti rocciose di questo capo si tuffano nel mare, diventano un caleidoscopio di colori. Già nei primi metri di profondità, la roccia bianca è tappezzata ovunque di spugne gialle e rosse, per offrire effetti cromatici entusiasmanti a chi effettua delle riprese foto o video. Il fondale precipita nel blu con la stessa verticalità della costa, per risalire appena più a largo con uno scoglio a forma di guglia da una base di 35 metri di profondità fino a 22 metri. Quì le rosse paramunicee spadroneggiano, coi loro polipi gonfi ed aperti, e talune superano ampiamente il metro di altezza. A circa 50 metri al largo c'è una seconda massa rocciosa che sale dai fondali più impegnativi (-55 metri) fino a 40 metri di quota. Sotto i 20 metri di profondità le castagnole, assieme ai rosa anthias, volteggiano a mezz'acqua in quantità paragonabili a quelli di molti mari tropicali. Di recente gli istruttori del Centro Immersioni Costa Viola hanno trovato (vera ciliegina sulla torta) anche due splendidi rami di corallo nero (Gerardia savaglia) sulla parete esterna di questo secondo gradone roccioso, a quota - 57 metri. Corallo nero di queste dimensioni è veramente una rarità nel Mediterraneo. Di certo Capo Prita merita più di un tuffo, sia per la ricchezza che la varietà dei suoi fondali.

Livello: Medio

Profondità massima: -42mt

Durata: 50m

Leggenda vuole che due splendide sirene prendessero il sole proprio in questa insenatura, pronte a rituffarsi in mare a sparire dentro la grotta non appena qualcuno si avvicinava. Conviene iniziare l'immersione da uno scoglio di roccia bianca quasi affiorante, per proseguire ad ovest raggiungendo in fretta i 20 metri di profondità. A questa quota inizia una parete piena di paramunicee rosse impressionanti per quantità, sui cui rami si notano molti grappoli di clavelline particolarmente grandi. A quota -45 la parete va a morire su un fondale sabbioso che, con degli scogli isolati, continua a scendere gradatamente a profondità proibitive. Fuori stagione non'è raro l'incontro con qualche pelagico di passo o con il pesce S. Pietro. Coloro che si dedicano alla macro quì troveranno solo l'imbarazzo della scelta fra le tante flabelline e le lucide cipree. L'unico neo di questa immersione sono le quote impegnative.

Livello: Esperto

Profondità massima: -35mt

Durata: 45m

Poco più a sud rispetto all'insenatura della sirena, c'è questa enorme cavità sommersa che merita più di una immersione. Chiamata la "grotta delle sirene" perchè sembra che proprio al suo interno le sirene si nascondevano alla minima presenza di un intruso, la grotta è facilmente identificabile dalla sua ampia apertura d'ingresso, che dai soli 12 metri di profondità raggiunge i -25 metri di quota alla sua base. La sua camera principale, larga e di comodo accesso, penetra orizzontalmente nella roccia per circa una trentina di metri. Lungo la parete di sinistra (entrando),a 10/12 metri di profondità si apre un lungo cunicolo che, largo circa 3 m di diametro, sale lentamente e, dopo un percorso di circa 70 metri, va a sfociare in una grotta semisommersa. Molto belle e di sicuro effetto per i sub le stalattiti visibili lungo questo cunicolo, testimonianza del fatto che quì un tempo ci fosse l'aria al posto dell'acqua. Alcune grosse corvine e qualche timida cernia, stanziali in questa parte della grotta e non particolarmente intimorite della nostra presenza, sgusciano lente verso le loro tane a pochi metri da noi. Questo è l'habitat ideale per le cernie, che quì fino a pochi anni fà si potevano avvicinare con facilità. Proseguendo lungo la parete sinistra della grotta, ricca di spugne, rossi apogon e cerianthus, si trova un secondo cunicolo che si diparte in discesa dall'antro principale. Si presume che, dopo un lungo stretto percorso in discesa, vada a congiungersi con un'altra grotta sommersa a 30 metri di profondità, anch'essa ampia e di comodo e facile accesso. Chi in immersione effettua riprese foto e video, in questo tratto di mare ha solo l'imbarazzo della scelta fra i mille spunti per splendide riprese d'ambiente e macro. E parlando di macro, merita una menzione a parte la presenza quasi costante nella grotta delle Sirene dell'Hypselodorostricolor, un piccolo splendido nudibranco blu abbastanza raro altrove. Si trova in genere intento a cibarsi di qualcune delle molte spugne nere sparse sulla parete sinistra della grotta, e dal momento che non supera il centimetro di lunghezza non viene notato dai subacquei meno attenti.

Livello: Medio

Profondità massima: -40mt

Durata: 60m

Motta sta per "morta", quasi certamente perchè in tempi antichi, quando ancora si usavano le carrozze come mezzo di trasporto più comune, i cavalli ed i muli ormai troppo vecchi per lavorare venivano gettati dall'alto della rupe che sovrasta questo tratto di scogliera. Lo scoglio è sommerso e dista dalla ripida parete rocciosa costiera appena una quarantina di metri, alzandosi deciso da un fondo di -45/50 metri fino a quota -24 metri. Questo scoglio è l'incubo ricorrente di molti pescatori locali, che quì hanno più volte perso le loro reti. La parete esterna dello scoglio è letteralmente avvolta da nuvole di anthias e castagnole e da molti spacchi si affacciano cernie, saraghi e corvine. Vale la pena di iniziare questa immesione dalla base più profonda, perchè le gorgonie che quì crescono rigogliose ed abbondanti impressioneranno anche i subacquei più esperti e smaliziati.Le correnti, continue tutto l'anno, favoriscono il fiorire di una enorme quntità di vita bentonica a tutte le quote. Una piccola grotta sommersa, distante appena 20 metri dallo scoglio della Motta, è l'ideale per finire l'immersione in tutta sicurezza, a soli 8 metri di profondità, evitando eventuali decompressioni noiose nel blu. La grotta, sul versante della spiaggia della Marinella, è molto ricca di macrovita ed è agevole anche per due sub che volessero visitarla in coppia. ottimi spunti foto e video in controluce.

Livello: Medio

Profondità massima: -42mt

Durata: 50m

Il nome deriva dalla credenza che proprio quì Aiace, sceso dalla sua nave per bere, abbia smarrito il suo arco. E' punta rocciosa che sprofonda verticale nel mare, per poi proseguire in franate con grandi massi di roccia bianca ricoperti da Astroides e Parazoanthus, fino a profondità proibitive. Per i sub più silenziosi, all'ombra di qualche parete rocciosa. Quando ci si immerge su questa punta, è importante dare spesso qualche occhiata verso il blu esterno, perchè quì gli avvistamenti di grossi pelagici di passo sono abbastanza frequenti. Quì le spadare ("le passerelle" in gergo locale) vengono a pescare a pochi metri dalla costa. Anche quì è evidente ovunque la presenza di grandi quantità di plancton che, portano dalle correnti che arrivano dal canale di Sicilia, alimenta una moltitudine impressionante di organismi marini.

Livello: Medio

Profondità massima: -40mt

Durata: 50m

Il curioso nome del posto è dovuto al fatto che quì in passato i carcerati venivano portati a spaccare la pietra. La prima cosa che si nota, arrivando in barca (solo così è possibile accedere a questi posti) è la "Grotta Perciata" (grotta bucata),una sottile fenditura passante che, alta parecchi metri sul livello del mare, permette di passare al suo interno, a patto di avere una piccola imbarcazione ed andare al minimo. Il colore del mare riflesso sulle lisce e levigate pareti interne della grotta, assieme ai suoni dello sciabordio dell'acqua, la rendono molto suggestiva da visitare. Ci sono tre scogli affioranti, che si alzano da un fondale di 12 metri di profondità. La base di questi tre scogli risulta molto adatta alla fotografia subacquea creativa, per la grande quantità di fessure e spunti in controluce presenti. Abbondanti anche quì le spugne, di ogni forma e colore, le sabelle e gli spirografi. Continuando a nuotare a ovest verso l'interno, il fondale degrada sulla sabbia e, a quota -35 metri, ci sono dei grandi massi rocciosi ricoperti di rosse paramunicee. E' probabile in questo punto più profondo l'avvistamento di qualche cernia e delle corvine. Anthias a profusione ovunque.

Livello: Medio

Profondità massima: -45mt

Durata: 50m

All'interno di questa bella grotta sommersa molti anni fà i primi subacquei che la ispezionarono si trovarono di fronte a veri e propri muri di corvine, spessi ed alti parecchi metri, oggi certamente meno presenti. E' un'ampia grotta passante, a 33 metri di profondità, il cui ingresso si apre su un fondo sabbioso, per cui bisogna fare molta attenzione a non sollevare sospensioni pinneggiando. Suggestivo e di indubbio effetto fotografico il doppio arco di uscita nel blu ad ovest. Potendo scegliere, è preferibile visitare questa grotta nelle ore pomeridiane, in cui il sole ne illumina la parete esterna e l'ingresso. A poca distanza dalla grotta a quota -37 metri, inizia una parete verticale ricolma di grosse paramunicee, su cui rami spesso si trovano grappoli di claveline. La parete prosegue nel blu verso profondità più impegnative con una franata di massoni rocciosi pieni di macrovita, di spugne e di gorgonie. Questa immersione, pur essendo fra quelle adatte ai sub più esperti, è senza dubbio una delle più spettacolari di tutta la zona.

Livello: Medio

Profondità massima: -35mt

Durata: 55m

Questo grosso cannone spagnolo è stato ritrovato assieme ad una gran numero di reperti archeologici di varia epoca, da quella greco/romana alla spagnola, a testimonianza dei tanti naufragi di galeoni che solcavano queste acque per i loro commerci. Si pensa che tutte le navi dirette a nord, in uscita dallo stretto di Messina, trovandosi il mare contro cercavano di ridossare su queste coste, purtroppo quasi sempre senza successo a causa della linearità di questo tratto di scogliera, senza alcuna insenatura, e finivano per naufragare sui molti scogli affioranti. Il cannone sul fondo degradante a quota -26 metri, è ancora ben conservato e perfettamente visibile, ricoperto di colorate spugne. Risalendo dal cannone verso la costa, vale la pena soffermarsi sui grandi massi di roccia bianca che si incontrano a circa 12/15 metri di profondità, ricolmi di spugne e astroides e circondati da fitte nuvole di castagnole. Quì in genere l'acqua è molto limpida ed è facile raggiugere i 40 metri di visibilità in verticale (una rarità nei nostri mari).

Livello: Esperto

Profondità massima: -55mt

Durata: 60m

Queste secche sono costituite da una serie ed enormi scogli che si ergono per circa 9 metri in altezza da un fondale sabbioso sui 49/50 metri di profondità. Il punto si trova a circa mezzo miglio dalla costa, per cui, profondità a parte, è senza dubbio l'immersione più impegnativa fra tutte quelle presentate. I massoni rocciosi, quasi sempre ricoperti da grandi paramunicee e gorgonie gialle, sono ancora molto ricchi di pesce, sia stanziale che di passo. Le oggettive difficoltà nel trovare il punto esatto, assieme alla presenza quasi costante di forti correnti, hanno indubbiamente contribuito a mantenere queste secche come erano cinquant'anni fà. Quì, frà grossi ammassi rocciosi si trova un vero e proprio concentrato di vita mediterranea. Le grosse cernie, i saraghi e le corvine sono di casa a coloro che effettuano riprese macro troveranno una varietà di nudibranchi che non scorderanno facilmente. Come molti altri ammassi rocciosi isolati su fondali sabbiosi, anche queste secche diventano una vera e propria calamità per il pesce di passo, come i tonni e le ricciole, che con un pò di fortuna si possono vedere roteare in grandi banchi. Sembra che in questa zona, più a largo, a quote che si aggirano sugli 80 metri, ci sia anche corallo rosso. Sulla sabbia, a pocha distanza dalle secche, c'è una grossa bomba d'aereo inesplosa. E' meglio tenercisi a debita distanza. Questa è un'immersione riservata solo a coloro abituati a scendere a quote impegnative.